Lo Scheletro Strutturale

Il supporto su cui si trova l’immagine, qualunque immagine,  ha un proprio scheletro strutturale che determina dove per primo si poserà lo sguardo ed i successivi spostamenti che l’occhio effettuerà per guardare l’immagine. Lo scheletro strutturale  esprime graficamente le forze e le tensioni  del supporto. Contrariamente a quanto si possa pensare l’occhio viene attratto da queste forze e tensioni in maniera non soggettiva. In sostanza tutti percepiamo la struttura allo stesso modo.
Il centro principale di attrazione è il centro del campo su cui convergono e si irradiano le diagonali e gli assi cartesiani. È il cento che attrae e focalizza l’attenzione dell’osservatore. Possiamo vedere lo scheletro strutturale come una guida che ci permette la percezione corretta dell’immagine facendoci vedere prima le parti principali e poi quelle di secondaria importanza. I punti di intersezione tra le linee verticali, orizzontali e diagonali e tra queste ed i margini si chiamano nodi. Per poter creare una immagine equilibrata occorre utilizzare questa struttura. Ovviamente essendo una proprietà del campo lo scheletro strutturale varia a seconda delle varie forme.

Come esempio ho utilizzato un quadro di Picasso.

Scheletro strutturale

 

Insieme alle tensioni dello scheletro strutturale dobbiamo considerarne le forze di attrazione.

Le forze di attrazione non sono altro che la rappresentazione grafica delle forze percettive.

Gli assi cartesiani passanti per il centro dividono l’immagine in quattro parti primarie aventi ognuna delle particolari specificità.

 

Forze attrattive

La tensione parte dal centro che è neutro e si irradia lungo le diagonali.

I numeri 1,2,3,4 sono le forze di resistenza dei margini.

Le lettere A,B,C,D indica la quattro parti primarie.

Otteniamo le seguenti combinazioni:

  1. A con tensione verso 1,2
  2. D con tensione verso 3,4
  3. B con tensione verso 1,3
  4. C con tensione verso 2,4

Le quattro combinazioni vengono traslate percettivamente in questo modo:

  1. Rappresenta la composizione più sciolta.
  2. Rappresenta la massima resistenza
  3. Rappresenta una moderata resistenza verso l’alto
  4. Rappresenta una moderata resistenza verso il basso.

 

Le parti A e D sono in opposizione fra di loro

Le parti C e D si trovano in contrasto moderato.

 

A queste considerazioni si aggiunge che leggiamo da sinistra a destra e che siamo abituati a vedere l cose più pesanti in basso e più leggere in alto (Legge Dell’esperienza passata) per cui il margine inferiore e destro hanno un forza maggiore di attrazione mentre il margine superiore e sinistro hanno una forza di attrazione minore.

 

Eliminare le dominanti rimappando i toni

Per eliminare le dominanti e riposizionare i colori di una fotografia utilizzo questa tecnica in Photoshop.

  1. Aprire la fotografia.
  2. Aggiungere una curva di livello e sistemare i dettagli.
  3. Fare doppio click sul contagocce del bianco ed indicare il valore del bianco (io preferisco la terna 250,250,250 ma un qualunque valore tra 250 e 254 va bene.
  4. Fare doppio click sul contagocce del grigio i valori devono essere 128, 128, 128
  5. Fare doppio click sul contagocce del nero i valori devono essere 0, 0, 0.

Sistemati i settaggi siamo finalmente pronti per rimappare i toni.

  • Facciamo click sul contagocce del bianco e cerchiamo un area che deve essere bianca posizioniamo il puntatore e facciamo click.
  • Facciamo click sul contagocce del nero e cerchiamo un area che deve essere nera posizioniamo il puntatore e facciamo click.

A questo punto le eventuali dominanti sono scomparse. Se nella foto abbiamo dei toni medi utilizziamo il contagocce del grigio.

Attenzione questa e l’operazione che può rovinare il lavoro fatto. Se non facciamo click su un tono medio (non necessariamente grigio) rischiamo infatti di generare delle forti dominanti.

Evitate di eseguire questa operazione in presenza di una dominante voluta. (trattare un tramonto in questo modo significa togliere tutte le dominanti e trasformare un magnifico tramonto in una foto banale)

Il Cerchio dei Colori

Introduzione.

Nelle arti visive il colore è elusivo e complicato da gestire. I colori hanno caratteristiche fisiche e chimiche oggettive ma anche le caratteristiche percettive, contrariamente a quello che si può pensare, sono oggettive. I colori hanno una dinamica propria si muovono, e cambiano le loro caratteristiche a seconda dei colori a cui sono accostati. D’altronde non è possibile pensare di fare a meno del colore pertanto conviene almeno imparare a districarsi con i termini base.

I colori Primari.

I colori primari sono la base. Essi sono i colori che non è possibile riprodurre come combinazione di altri colori. La definizione è semplice e di immediata comprensione ed a semplificare le cose i colori primari sono soltanto tre(3). L’unico problema è che i colori primari sono differenti a secondo del campo in cui ci troviamo.

  • In fisica – Rosso-Arancio, Verde, Blu-Violetto.
  • In Pittura – Rosso, Giallo, Blu.
  • In Stampa – Magenta, Giallo, Ciano.

 

I colori Secondari.

I colori secondari sono dati dalla combinazione dei colori primari presi a due a due ed in parti uguali.

  • Il Rosso ed il Giallo hanno come secondario l’Arancio.
  • Il Giallo ed il Blu hanno come secondario il Verde.
  • Il Blu ed il Rosso hanno come secondario il Violetto.

 

 

I colori dello stesso tono disposti su un cerchio danno vita al famoso cerchio dei colori. Personalmente uso come riferimento il cerchio a dodici colori che potete vedere in figura trovando inutile andare oltre i colori ternari. (I colori ternari sono i colori ottenuti dalla mescola di un primario ed un secondario)

Cerchio dei colori

Colori Complementari.

Se guardiamo il cerchio dei colori in figura possiamo vedere che ad ogni colore primario si oppone un secondario ben preciso. Il colore che si oppone a quello primario viene detto complementare. Se guardiamo il cerchio vediamo anche il perché del nome. Il colore complementare di un primario è dato dalla somma degli altri due primari.

Una definizione pittorica dei colori complementari e: Si dicono complementari tutte le coppie di colori opposti che mescolati in parti uguali si neutralizzano in un nero grigiastro.

Colori Acromatici.

Si dicono acromatici, cioè privi di colore, il bianco, Il nero ed Il grigio anche se dal punto di vista psicologico occorre tener presente che generano delle sensazioni alla pari degli altri colori.

Colori Caldi e Freddi.

Si dicono colori caldi quelli contenenti il rosso, l’arancio ed il giallo.

Si dicono colori freddi quelli contenenti il blu.

Il verde è un colore neutro in quanto contiene sia un colore caldo (il giallo) che un colore freddo (il ciano) e può mostrare una propensione al caldo od al freddo a secondo che predomini il giallo oppure il ciano.

Tutti i colori possono apparire più caldi o più freddi a secondo che si trovino vicini a toni freddi o caldi. Ad esempio il rosso-arancio appare più caldo se circondato da colori freddi ed il blu-verde appare:

  • più freddo se vicino ad un arancio
  • più caldo se vicino ad un verde-blu.

Proprietà dei colori

Nelle proprietà dei colori rientrano:

  • Gamma
  • Chroma
  • Hue
  • Value.

Vediamo brevemente di che si tratta:

Gamma

Si definisce gamma una scala costituita da gradazioni equidistanti cioè rappresentante il graduale passaggio di un colore puro verso il bianco e verso il nero. Lo stesso termine si usa per indicare una successione ordinata di colori. (ad esempio il cerchio cromatico).

Chroma o Saturazione

Il chroma indica il grado di purezza assoluta del colore.

 Hue o Tonalità o Tono o Tinta

Esprime la variazione qualitativa del colore (giallo, verde, ciano…)

Value o Chiarezza.

Esprime il rapporto del colore con il bianco ed il nero.

Conclusioni

Spero che queste note brevi e schematiche possano aiutare qualcuno a districarsi nei termini del colore. La teoria del colore è materia molto complessa è difficile ma invito chi legge ad approfondirla perché la conoscenza delle logiche della dinamica, dell’irradiazione e dell’interferenza per citare solo alcune delle problematiche possono fare la differenza fra un’immagine interessante ed una irrimediabilmente sbagliata.

Pentax K-5

Pentax K-5 La K-5, il modello di punta della casa, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti ed i migliori voti nelle recensioni delle più autorevoli testate. Si tratta di una APS-C. È stata presentata il 20 settembre del 2010, per cui pochissimi giorni fa ha compiuto il suo secondo anno di età, ma è ancora attualissima e compete senza problemi con le prime della classe. Anche se Pentax ha da poco commercializzato due evoluzioni della K-5: La K-5II e la K-5IIs

Corpo ed Ergonomia Ha dimensioni molto contenute, risultando essere la più piccola della propria categoria. Sulla base di questa informazione si potrebbe temere per l’ergonomia. Interamente realizzata con una scocca in lega di magnesio, risulta incredibilmente solida. Inoltre è tropicalizzata e resistente agli schizzi per cui ogni apertura e collegamento presenta guarnizioni ed una consistenza da primato. Anche il semplice accesso alla memoria o alla batteria dimostrano una cura costruttiva sopra la media. La forma esteriore possiede una ergonomia eccellente, con una presa solida, comoda e sicura anche per chi possieda mani piuttosto grandi. L’impugnatura è sagomata alla perfezione.

Caratteristiche principali Il cuore è un sensore CMOS da 16.3MPixel. La gamma di sensibilità ha un range base di 100-12800ISO che può essere esteso fino a 51.200, valori ancor oggi impressionanti per una APS-C. Per l’AF dove viene utilizzato il SAFOIX IX+ ad 11 punti già installato sulla medio formato 645D. Esiste la possibilità di scegliere il formato dei file RAW tra il proprietario PEF e lo standard Adobe DNG. Oltre al corpo anche le ottiche siglate con il WR e le ottiche della serie Star sono resistenti all’acqua ed alla polvere. Il  sistema di stabilizzazione sul sensore è eccellente ed è attivo con qualsiasi ottica anche non autofocus.

Display Con i suoi 3″ e 921.000 punti si conferma all’altezza in ogni situazione. Viene utilizzato per mostrare i principali parametri di scatto ed i menu ma anche per la funzione LiveView. Premendo il tasto INFO non si accede alla modifica diretta di quel che si vede nello schermo ma si accede ad una pagina differente in cui vi sono quasi tutti i parametri modificabili. In pratica una volta definite le impostazioni base, tra i comandi fisici e questo menu si riesce a fare ogni cosa. Oltre al display, il lavoro del fotografo è coadiuvato dalla presenza di un LCD supplementare nella parte superiore del corpo, largamente superiore sul piano della visibilità rispetto a quelli utilizzati da Nikon e Canon.

Mirino Il mirino è un pentaprisma con una copertura del 100%. Al suo interno si trova in sovrapposizione lo schema di messa a fuoco. In fondo la riga delle informazioni è molto alta ed una sottolineatura evidenzia i parametri modificabili con le ghiere.

Mirino K5

Il mirino è grande, chiaro e completo.

Impostazioni e controllo La Pentax K-5 possiede moltissime funzioni e moltissime possibilità di personalizzazione. Fortunatamente l’organizzazione del menu risulta sufficientemente chiara e l’italiano aiuta a comprendere la maggior parte delle opzioni, anche se prima di cominciare a pasticciare con le voci del menu sarebbe meglio leggere il manuale. Il menu è sviluppato in 4 sezioni: registrazione, riproduzione, impostazioni e personalizzazioni; ed ognuna di queste è divisa in pagine navigabili con la ghiera posteriore. Nonostante il corpo molto piccolo, Pentax è riuscita ad inserire pulsanti, selettori e ghiere, tutti ben organizzati e facili da raggiungere. Sul retro si nota immediatamente il pad direzionale che consente l’accesso veloce alle funzioni: bilanciamento del bianco, flash, impostazione immagine e metodo drive (singolo, continuo, autoscatto, ecc.). Quando si sceglie la modalità di AF che consente la selezione manuale del punto di messa a fuoco la pressione del tasto centrale OK abilita la selezione mentre una successiva pressione prolungata ripristina le normali scorciatoie dei tasti direzionali. Il tutto risulta molto funzionale e veloce. In basso si trovano i classici pulsanti INFO e MENU sui quali c’è poco da dire e la stessa cosa vale per quelli di riproduzione e cancellazione posti in alto a sinistra, sopra il display. L’accesso al LiveView avviene tramite il pulsante LV, proprio vicino al pad direzionale. Non vi è un passaggio diretto per la registrazione video in quanto è necessario attivare la modalità specifica nella ghiera dei modi. Alla messa a fuoco sono dedicati 2 selettori fisici ed un pulsante. Sul retro si trova la levetta che permette di scegliere l’utilizzo dei punti di messa a fuoco potendo scegliere tra: punto centrale, selezione manuale del punto e selezione automatica (verde). Collegato al selettore il pulsate AF che permette di effettuare una rapida messa a fuoco senza ricorrere alla pressione del pulsante di scatto e senza ricalcolare l’esposizione. Lateralmente, in basso vicino alla lente, si definisce il modo AF tra AF-S (singolo), C (Continuo) e MF (manuale). Per la misurazione dell’esposizione sotto la ghiera dei modi vi è un selettore che permette di scegliere tra misurazione spot, media a prevalenza centrale, multizona o a matrice. Tutti queste leve fisiche sul corpo offrono al fotografo un controllo avanzato della camera senza dover passare dai menu e al tempo stesso forniscono la visione immediata delle impostazioni attive. Il pulsante RAW/FX, di default attiva il formato file RAW ma può essere impostato anche per il bracketing sull’esposizione, anteprima digitale dello scatto, livella elettronica e regolazione composizione. Con quest’ultimo si possono usare i movimenti del sensore dovuti al sistema di stabilizzazione per compensare gli errori di inquadratura. La ghiera dei modi possiede un pulsante centrale di sblocco per evitare cambi accidentali. La ghiera permette di scegliere tra: modo verde (automatico), P(Program), Sv(priorità sulla sensibilità), Tv(priorità dei tempi), Av(Priorità dei diaframmi), TAv(Priorità diaframmi e tempi) M(Manuale) B( Bulb), X(syncro flash), ripresa video ed USER che consente di memorizzare fino a 5 profili personalizzati. Oltre ai due metodi Sv e TAv che si trovano solo sulle Pentax vale la pena citare il modo P, che permette l’HyperProgram. Una volta attivata la modalità Program si potranno utilizzare le ghiere dei  tempi e dei diaframmi portandosi di fatto nelle modalità Tv ed Av. La pressione del tasto verde sul retro, permetterà di passare nuovamente sul Program tradizionale. Tramite la voce di menu “Riga Programma”, si può specificare un comportamento predefinito per il calcolo delle impostazioni automatiche, suggerendo alla camera di prediligere la velocità, le massime aperture (per lo sfocato), le minime (per i paesaggi), ecc.. ovviamente c’è anche il modo auto per i casi più generici. A fianco la ghiera di controllo posteriore si trova il tasto di blocco esposizione. Occorre sottolineare che dai menu è possibile personalizzare il comportamento dei principali tasti e ghiere per ogni modo di scatto, selezionando tra alcune combinazioni disponibili (di seguito quelle per il modo P). Il pulsante di scatto di scatto è a doppia corsa con lo switch di accensione della camera che oltre ad OFF/ON possiede una terza posizione che abilita l’anteprima della profondità di campo nel mirino. Poco più arretrati i due pulsanti di compensazione esposizione e selezione ISO, entrambi controllabili con il movimento congiunto della ghiera posteriore. Da evidenziare anche la possibilità di attivare il bracketing non solo sull’esposizione ma anche su bilanciamento del bianco, saturazione, ecc… anche se ovviamente in questo caso riguarderà solo i JPG in quanto è richiesto lo sviluppo per fissare tali caratteristiche.

Flash L’unità flash con apertura a popup tramite il tasto laterale, ha un numero guida 13 con possibilità di compensazione da -2 a +1 e copre bene la scena già a 28mm. La camera comprende per il collegamento di flash esterni sia la slitta a caldo sia il controllo wireless. Completa la dotazione la porta X-Sync socket di Pentax. È possibile scegliere il tipo di bilanciamento del bianco da utilizzare con il flash attivo in modo da avere un controllo avanzato dell’utilizzo del lampeggiatore. Sulla K5 è presente l’illuminatore ausiliario per aiutare la messa a fuoco in caso di bassa luminosità. 7

Riproduzione, LiveView e Registrazione Video Attivando la modalità LiveView si ha la possibilità di controllare l’istogramma della luminosità mentre, dopo lo scatto, si ha accesso anche ai singoli grafici per i canali RGB. Il numero di informazioni ottenibili in modalità di riproduzione offre una visione completa delle impostazioni della camera al momento dello scatto. La messa a fuoco per contrasto, la sola disponibile in LiveView, è ottima ed ha un tempo di risposta medio di 1 secondo La registrazione video comprende la modalità FullHD (solo 25fps) la HD (30/25fps) e VGA (30/25fps). Si può scegliere un’apertura fissa o variabile automaticamente ed abilitare/disabilitare la stabilizzazione. Per avviare la registrazione video si deve impostare la ghiera sul modo filmato prima di poter registrare e poi si inizia e si chiuse la sequenza con il tasto di scatto. L’esposizione viene calcolata automaticamente ma si può usare la compensazione per modificarla durante la registrazione. L’audio integrato è mono ma vi è l’ingresso per il collegamento di un microfono esterno per ottenere risultati migliori.

AF Il sistema di messa a fuoco è molto reattivo e gli 11 punti, pur non essendo molti, sono ben strutturati e normalmente sufficienti. D’altronde la circuiteria SAFOIX IX+ è ereditata direttamente dalla medio formato della casa, per cui da un corpo di classe superiore. I risultati sono piuttosto precisi. Vi è inoltre la possibilità di correggere gli errori di Front/backfocus degli obiettivi. La k-5 raggiunge l’ottima velocità di scatto continuo di 7 fotogrammi per secondo con unu ampio buffer che consente di archiviare ben 24 immagini RAW.

Qualità immagine / ISO I 16,3MPixel offrono un’eccellente risoluzione ed un livello di dettaglio sopra la media con una gamma dinamica molto estesa. La k-5 eccelle nel campo del rumore ad alte sensibilità. Scattando in JPG la camera offre un livello di controllo molto interessante, con la possibilità di scegliere il livello di riduzione del rumore per ogni valore di ISO.

Connessioni / Batteria LA K-5 ha nella zona sinistra l’ingresso per il microfono, l’uscita HDMI, l’USB e l’alimentazione esterna. Tutti i comparti rivelano una cura costruttiva eccellente ed un alto livello di impermeabilizzazione. Sulla destra di trova lo slot per le memorie di tipo SD e l’ingresso per il comando remoto. Presenti due ricevitori infrarossi. Il vano batteria in basso ha uno sportellino con leva di sicurezza e la batteria originale ha una durata di circa 700 scatti in uso misto.

Conclusioni Le funzionalità della K-5 sono tantissime cito ad esempio: La correzione automatica delle distorsioni e della aberrazioni cromatiche, la possibilità di creare degli HDR direttamente in macchina, la correzione automatica dell’orizzonte, il pixel-mapping per correggere eventuali imperfezioni del sensore, la rimozione della polvere automatica all’avvio, ecc…. Purtroppo Pentax non è più un’azienda leader del mercato fotografico, pertanto chi sceglie la marca soprattutto per sentirsi importante è bene che si rivolga altrove.

Perché 575THz

Perché 575THz?

Semplice. 575 Tera Hertz è la frequenza media del verde ed il verde è uno dei miei colori preferiti.

Dopo tanti anni di fotografia e di studi penso di aver acquisito una notevole esperienza ed allora perché non condividerla con voi?

Ho creato a questo scopo le categorie:

  • Composizione
  • Tecnica fotografica
  • Post Produzione
  • Attrezzatura
In queste categorie cercherò di rendere disponibili a tutti le mie conoscenze sperando che qualcuno possa crescere prendendo spunto dai miei post.
Appena ne avrò il tempo creerò la categoria Reportage dove vi racconterò alcuni posti che ho visitato e la categoria Foto dove posterò alcune foto cercando di commentarle in modo da offrire spunti di riflessione per chi legge.
Gallery non è una categoria ma un link ad una galleria di foto
Contatti e il link ad una pagina del un mio sito istituzionale dove potrete sapere come contattarmi e dove potete anche inviarmi un messaggio.
Buona navigazione….